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13 dicembre 2014

Anatocismo: quando si ha diritto a richiedere il rimborso.

Cos'e' l'anatocismo?

Con il termine anatocismo si intende la pratica per anni si è consolidata presso tutti gli istituti di credito e consistente nella illegittima chiusura trimestrale dei conti correnti, finalizzata alla trasformazione in capitale degli interessi maturati, di modo che, a partir dal trimestre successivo, detti interessi possano diventare produttivi di ulteriori interessi.

La periodicità trimestrale di questa pratica, in forza della quale gli interessi passivi vengono capitalizzati quattro volte all’anno per tutti gli anni di durata del rapporto di conto corrente, produce un effetto moltiplicatore capace di portare all’addebito in conto di somme anatocistiche anche ingenti, che aumentano, come è ovvio, in senso proporzionale con il valore del saldo passivo sul quale sono calcolate e con la misura del tasso di interesse via via applicato.

Più è elevato il debito sul conto, più è alto il tasso di interesse passivo, più a lungo è stato aperto il conto, maggiore sarà l’impatto anatocistico. Questa pratica, come la giurisprudenza ormai unanime va affermando da oltre 15 anni, e nonostante i ripetuti – ma sempre sconfitti – interventi legislativi a sostegno delle banche, è illegittima, poiché in aperto contrasto con il divieto imposto dall’art. 1283 c.c. che vieta, se non a condizioni che certamente non ricorrono nel caso del conto corrente bancario, che gli interessi possano produrre ulteriori interessi.

Le somme addebitate ai correntisti a titolo di interessi composti sono, quindi, restituibili, come restituibili sono gli importi corrisposti alle banche per interessi ultralegali, cioè maggiori rispetto al saggio legale, per commissioni di massimo scoperto e spese fisse di chiusura periodica.