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24 agosto 2015

BANKITALIA: più facile ottenere un mutuo e con condizioni più favorevoli

Meno selettività delle banche nella concessione dei mutui

Meno selettività delle banche nella concessione dei mutui e miglioramento delle condizioni praticate alle famiglie. È il quadro che emerge dal panorama creditizio italiano secondo Bankitalia (Bank Lending Survey). Mentre continua il boom della domanda rilevata da Crif e i dati positivi provenieni dall’ Abi.

«L’allentamento riflette soprattutto la maggiore pressione concorrenziale tra le banche e il miglioramento della posizione di liquidità degli intermediari – spiega una nota di via Nazionale –. Le più favorevoli politiche creditizie si sono tradotte principalmente in una ulteriore riduzione dei margini di interesse applicati alla media dei prestiti e in un incremento delle quantità concesse».
Per il trimestre in corso gli intermediari «si attendono condizioni di offerta invariate sia per i prestiti alle imprese sia per i mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni». La domanda di prestiti da parte delle imprese e delle famiglie «è aumentata rispetto al trimestre precedente; essa si rafforzerebbe ulteriormente nel trimestre in corso». All'indagine, che si e' conclusa il 24 giugno, hanno partecipato otto tra i principali gruppi bancari italiani.

Gli ultimi dati sulle erogazioni di mutui sono relativi al primo trimestre: poco oltre i 7 miliardi con una crescita del 35% sul 2014. Nomisma stima una crescita su questi livelli anche per l’intero 2015.

Dati ancora positivi anche da Abi: sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l'80% del mercato) le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di immobili, l'incremento annuo è stato del 64,4%, mentre le nuove operazioni di credito al consumo sono salite dell'11%

Secondo Crisf, intanto, continua la corsa della domanda. Nel mese di giugno la richiesta di finanziamenti da parte delle famiglie segna +81,1% rispetto allo stesso mese del 2014 (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi), «nel segno della continuità rispetto alle brillanti performance già registrate nei mesi precedenti». Nello specifico, l'incremento rilevato da Crif nel mese appena concluso è «inferiore di poco al record assoluto fatto registrare nel mese di maggio e va a consolidare il progressivo riavvicinamento dei volumi ai livelli precedenti la grande depressione che colpì il comparto nel biennio 2011-2012».Tuttavia non è ancora stato colmato del tutto il consistente gap accumulato durante la fase più dura della crisi.
Va anche sottolineato come l'importo medio richiesto rimanga contenuto: nel mese di giugno appena concluso si è attestato a 122.671 euro, al di sotto dei valori registrati nel corrispondente mese degli anni precedenti ma, soprattutto, distante dagli oltre 140mila euro del giugno 2010. Boom e importi medi più bassi sono condizionati dal fenomeno delle surroghe.